La riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), entrata pienamente a regime, ha introdotto importanti novità nel processo civile di famiglia, con particolare attenzione alla tutela dei minori e alla velocizzazione delle procedure.
Le principali novità
Il procedimento unificato
Prima della riforma, le controversie familiari seguivano procedure diverse a seconda del tipo (separazione, divorzio, affidamento). Ora esiste un rito unico per tutti i procedimenti relativi alle persone, ai minorenni e alle famiglie, regolato dagli artt. 473-bis e seguenti del c.p.c.
L'ascolto del minore
La riforma ha rafforzato il diritto del minore ad essere ascoltato dal giudice. Il minore che ha compiuto 12 anni (o anche prima, se capace di discernimento) deve essere sentito direttamente, salvo casi eccezionali motivati.
Il piano genitoriale
Una delle novità più significative è l'introduzione del piano genitoriale: un documento che ciascun genitore deve presentare, in cui indica le proprie proposte su:
- Tempi di permanenza del figlio con ciascun genitore
- Distribuzione delle vacanze e delle festività
- Scuola, attività extrascolastiche e decisioni sanitarie
- Gestione economica delle spese ordinarie e straordinarie
La negoziazione assistita familiare
La riforma ha ampliato l'uso della negoziazione assistita anche ai procedimenti che coinvolgono figli minori. Gli avvocati delle parti possono raggiungere un accordo che, una volta trasmesso al PM e al Tribunale, ha valore di provvedimento giudiziale.
Affidamento condiviso: la regola
L'affidamento condiviso resta la regola generale. Entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e partecipano alle decisioni importanti per i figli. L'affidamento esclusivo è previsto solo in casi gravi (violenza, abuso, grave trascuratezza).
Cosa cambia nella pratica
- Procedimenti più rapidi: il rito unico riduce i tempi
- Più centralità del minore: ascolto obbligatorio e piano genitoriale
- Meno conflittualità: la negoziazione assistita incentiva gli accordi
- Provvedimenti provvisori immediati: il giudice può intervenire subito per tutelare i minori