Quando un trattamento medico produce risultati inattesi o peggiora la situazione, è naturale chiedersi se si sia trattato di un errore medico. Ecco come orientarsi.
Cos'è un errore medico
Si parla di errore medico (o malpractice) quando un professionista sanitario non rispetta le linee guida e le buone pratiche cliniche della propria specialità, causando un danno al paziente. Può riguardare:
- Errori diagnostici: diagnosi mancata, ritardata o errata
- Errori chirurgici: intervento su parte sbagliata, complicazioni evitabili
- Errori terapeutici: prescrizione di farmaci sbagliati o dosaggio errato
- Errori organizzativi: dimissioni premature, mancato monitoraggio
I segnali d'allarme
Alcuni elementi che possono indicare un errore medico:
- Il risultato del trattamento è molto diverso da quello prospettato
- Si verificano complicazioni non previste né comunicate
- È necessario un secondo intervento per correggere il primo
- La documentazione clinica presenta lacune o incongruenze
- Non è stato acquisito il consenso informato
Cosa fare: i passi concreti
1. Raccogli la documentazione
Richiedi copia completa della cartella clinica alla struttura sanitaria (è un tuo diritto). Conserva anche referti, prescrizioni, ricevute e qualsiasi documento relativo alle cure.
2. Non firmare rinunce
Se la struttura ti propone un accordo transattivo o ti chiede di firmare documenti di rinuncia, non firmare nulla senza prima consultare un avvocato.
3. Consulta un avvocato specializzato
La responsabilità medica è una materia complessa che richiede competenze specifiche. Un avvocato esperto potrà:
- Valutare se sussistono gli estremi per un'azione risarcitoria
- Incaricare un medico legale per una perizia
- Quantificare correttamente il danno
- Gestire la trattativa con la struttura/assicurazione
I termini di prescrizione
Il diritto al risarcimento si prescrive in 5 anni per la responsabilità extracontrattuale (verso il medico) e in 10 anni per quella contrattuale (verso la struttura sanitaria). È fondamentale non attendere troppo.