In presenza di determinati requisiti si può chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, comunemente chiamato “gratuito patrocinio”.
Si tratta di uno strumento previsto per garantire l’accesso alla giustizia anche alle persone che non dispongono di risorse economiche sufficienti per affrontare un procedimento giudiziario.
L’ammissione, tuttavia, non è automatica. È necessario rispettare un limite di reddito, presentare una domanda completa e dimostrare che la richiesta giudiziaria non sia manifestamente infondata.
Vediamo quali sono i principali requisiti e come procedere.
Che cos’è il patrocinio a spese dello Stato?
Il patrocinio a spese dello Stato consente alla persona ammessa di essere assistita da un avvocato iscritto negli appositi elenchi, senza doverne sostenere direttamente il compenso, che viene liquidato secondo le modalità previste dalla legge.
Il beneficio può riguardare, in presenza dei requisiti previsti, procedimenti civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.
Non bisogna però confonderlo con una consulenza legale gratuita. Il patrocinio a spese dello Stato riguarda l’assistenza necessaria per una controversia o un procedimento e richiede una preventiva ammissione da parte dell’autorità competente.
Qual è il limite di reddito per il gratuito patrocinio?
Il primo requisito da verificare è quello economico.
Il limite di reddito attualmente previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è pari a:
€ 13.659,64 annui
Il valore è stato aggiornato dal Decreto del Ministero della Giustizia del 22 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 luglio 2025.
Il reddito da considerare è, in linea generale, quello imponibile risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.
Non è quindi sufficiente controllare esclusivamente il proprio ISEE. Ai fini della domanda possono assumere rilievo anche redditi esenti dall’IRPEF oppure soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva.
Per evitare errori è opportuno esaminare concretamente la situazione reddituale del richiedente e del suo nucleo familiare.
Si considera anche il reddito dei familiari conviventi?
Quando il richiedente convive con il coniuge, con la persona unita civilmente o con altri familiari, normalmente si tiene conto della somma dei redditi conseguiti da tutti i componenti della famiglia convivente, compreso quello del richiedente.
Esistono, tuttavia, alcune eccezioni.
Può essere considerato soltanto il reddito personale dell’interessato quando:
- la causa riguarda diritti della personalità;
- gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri familiari conviventi.
Un esempio può ricorrere in alcune controversie familiari nelle quali la persona che presenta la domanda agisce contro il coniuge, per esempio in caso di separazione o divorzio.
La presenza di una situazione di conflitto deve comunque essere valutata in relazione al caso concreto.
È sufficiente rispettare il limite di reddito?
No. Il requisito economico, da solo, non garantisce l’ammissione.
Nel processo civile, la pretesa che si vuole far valere non deve risultare manifestamente infondata. La domanda deve quindi descrivere chiaramente i fatti, le ragioni della richiesta e gli elementi sui quali si intende fondare l’azione o la difesa.
Occorre allegare i documenti utili a consentire una prima valutazione della controversia.
L’organo competente può dichiarare la domanda:
- ammissibile;
- inammissibile;
- rigettata, quando non risultano soddisfatti i requisiti previsti.
Superare un semplice controllo reddituale online non significa, pertanto, essere automaticamente ammessi al beneficio.
Quali documenti servono?
La documentazione può variare a seconda della materia e della situazione personale. Generalmente è necessario predisporre:
- copia di un documento di identità in corso di validità;
- codice fiscale del richiedente;
- codici fiscali dei familiari conviventi;
- autocertificazione relativa ai redditi;
- ultima dichiarazione dei redditi o altra documentazione reddituale;
- documenti relativi alla controversia;
- generalità e recapiti della controparte, quando disponibili;
- eventuali provvedimenti giudiziari già emessi;
Per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea può essere richiesta anche una certificazione dell’autorità consolare competente relativa ai redditi prodotti all’estero, salvo i casi nei quali sia possibile ricorrere alle forme di autocertificazione previste dalla legge.
È importante che tutte le dichiarazioni siano complete, corrette e veritiere.
Come si presenta la domanda nelle cause civili?
In materia civile, la domanda deve essere presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.
La competenza viene individuata, in linea generale, facendo riferimento al luogo nel quale ha sede il giudice davanti al quale:
- è già pendente il procedimento;
- dovrà essere avviata la causa;
- deve essere proposta l’impugnazione, secondo le regole previste per i diversi gradi di giudizio.
La domanda può essere presentata personalmente dall’interessato oppure tramite il proprio avvocato, nel rispetto delle modalità stabilite dal Consiglio dell’Ordine competente.
Il Consiglio dell’Ordine esamina la richiesta e può adottare un provvedimento di accoglimento, rigetto o inammissibilità.
Come si sceglie l’avvocato?
La persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato può scegliere il proprio difensore tra gli avvocati iscritti negli appositi elenchi.
Non tutti gli avvocati sono automaticamente abilitati a svolgere incarichi in regime di patrocinio a spese dello Stato. È quindi necessario verificare che il professionista scelto risulti regolarmente iscritto nell’elenco relativo alla materia interessata.
L’ammissione non comporta l’assegnazione automatica di un avvocato da parte dello Stato: la scelta del professionista spetta, normalmente, alla persona interessata.
Cosa succede se il reddito cambia?
L’ammissione può essere revocata quando vengono meno i requisiti previsti dalla legge.
Le variazioni reddituali rilevanti intervenute dopo la presentazione della domanda devono essere comunicate secondo le modalità previste.
Anche dichiarazioni incomplete, inesatte o non veritiere possono determinare la revoca del beneficio e ulteriori conseguenze previste dalla legge.
Per questa ragione è fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi rilevanti e segnalare gli eventuali cambiamenti della propria situazione economica.
Il gratuito patrocinio copre qualsiasi spesa?
L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato non deve essere interpretata come una generale esenzione da qualsiasi possibile costo.
Il sistema prevede che determinate spese siano anticipate dallo Stato o prenotate a debito, mentre altre voci potrebbero non rientrare nel beneficio.
Inoltre, il patrocinio a spese dello Stato non copre automaticamente le somme che la parte potrebbe essere condannata a pagare alla controparte in caso di soccombenza.
La concreta estensione del beneficio deve quindi essere verificata in relazione al procedimento e alle spese interessate.
In sintesi: come verificare i requisiti
Prima di presentare la domanda è opportuno seguire questi passaggi:
- verificare il reddito imponibile risultante dall’ultima dichiarazione;
- controllare i redditi degli eventuali familiari conviventi;
- verificare se ricorre un’ipotesi nella quale deve essere considerato soltanto il reddito personale;
- raccogliere i documenti relativi alla controversia;
- valutare che la richiesta non sia manifestamente infondata;
- individuare il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente;
- scegliere un avvocato iscritto nell’apposito elenco;
- compilare la domanda in maniera completa e veritiera.
Domande frequenti
Per il gratuito patrocinio si guarda l’ISEE?
Non esclusivamente. Il parametro principale è il reddito imponibile risultante dall’ultima dichiarazione, considerando anche le ulteriori tipologie di reddito previste dalla legge.
Il reddito del coniuge deve essere sommato?
Generalmente sì, quando i coniugi convivono. Può essere considerato soltanto il reddito personale quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli del familiare convivente o nelle altre ipotesi previste dalla legge.
Posso scegliere personalmente il mio avvocato?
Sì, purché il professionista sia iscritto nell’elenco degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato per la materia interessata.
Posso ottenere il gratuito patrocinio per una separazione?
È possibile richiederlo anche nelle controversie familiari, purché siano presenti i requisiti reddituali e gli altri presupposti stabiliti dalla legge. Nelle cause contro il coniuge può assumere rilievo il conflitto di interessi ai fini del calcolo del reddito.
L’ammissione vale automaticamente per ogni nuova causa?
No. L’ammissione riguarda il procedimento per il quale è stata richiesta e opera secondo i limiti stabiliti dalla normativa. Per procedimenti diversi o per determinate impugnazioni può essere necessario presentare una nuova domanda.
Assistenza per la verifica dei requisiti
La verifica del solo limite reddituale rappresenta il primo passaggio, ma non è sufficiente per stabilire con certezza se una persona possa essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
Occorre valutare la composizione del nucleo familiare, la natura dei redditi percepiti, l’eventuale conflitto di interessi e il fondamento della controversia.
Nota legale: Questo articolo ha finalità informativa generale. Per una valutazione del tuo caso specifico, contattami per una consulenza.